Carpediem

Carpediem

Storia di una bambina, di un medico e di una macchina

Prefazione di Umberto Veronesi
di Claudio Ronco – Angelo Colla Editore 2015

È un libro commovente e pieno di luce.

Il libro è un diario dell’oggi, ovvero dei venti giorni passati a salvare la vita a Lisa, una neonata con gravi problemi renali, e un diario dei ricordi.

L’autore è un medico, è l’esperto mondiale in nefrologia, direttore del dipartimento dell’Ospedale di Vicenza di nefrologia, che insieme a un’equipe multidisciplinare ha costruito una macchina miniaturizzata per le dialisi neonatali denominata “Carpediem”.

Mentre sta iniziando una conferenza molto impegnativa il suo ospedale lo chiama perché una bambina, Lisa, ha problematiche complesse, il medico immediatamente pensa a “Carpediem” che non è ancora mai stata utilizzata. Non c’è attimo, per venti giorni, che Claudio non pensi o non stia con lei con il pensiero, anche se è a Francoforte o dall’altra parte del mondo per una conferenza. Non perde la speranza mai, e grazie all’equipe da lui condotta, riesce a salvare la vita a un «fagottino con una copertina rosa sgualcita».

Nel salvarla riscopre la bellezza e il perché della sua scelta di fare il medico.

«Grazie Lisa, per avermi riportato a fare il medico. I venti giorni con te hanno valso quarant’anni di carriera.»

Scelta fatta nel 1956, quando, alla Vigilia di Natale capì che voleva fare lo stesso lavoro del padre, il medico, perché voleva lo stesso affetto e rispetto: «La gente gli vuole bene, e io mi rendo conto che è bello che la gente ti voglia bene per quello che fai e per come sei.» La scelta del passato confermata da un avvenimento del presente.