RACCONTARSI

RACCONTARSI

L’autobiografia come cura di sé

di Duccio Demetrio Raffaello Cortina Editore 1996

È un libro completo, utile, che fa riflettere sulla propria vita e dà strumenti pratici (schemi, elenchi) per scriverla.

L’autore aiuta il lettore a comprendere la sacralità della sua vita, di tutte le vite. Ognuno di noi è diverso dall’altro e unico. Siamo tutti figli dell’universo. Tutte le vite sono ricche di vittorie, sconfitte, drammi, sorprese. Tutti noi abbiamo speranze, sogni, alcuni realizzati, altri calpestati dal destino. Tutti noi abbiamo fatto tutto e a volte il contrario di tutto, abbiamo progetti lasciati a metà e altri che ci accompagneranno per tutta la vita.

Quando e perché scrivere la propria autobiografia? Vi lascio leggere le parole dell’autore.

«C’è un momento, nel corso della vita, in cui si sente il bisogno di raccontarsi in modo diverso dal solito. Capita a tutti, prima o poi. Alle donne e agli uomini, e accade ormai, puntualmente, da centinaia di anni soprattutto nelle culture occidentali. Da quando forse la scrittura si è assunta il compito di raccontare in prima persona quanto si è vissuto e di resistere all’oblio della memoria.»

«Il pensiero autobiografico, quell’insieme di ricordi della propria vita trascorsa, di ciò che si è stati e si è fatto, è quindi una presenza che da un certo momento in poi accompagna il resto della nostra vita. È una compagnia segreta, meditativa, comunicata agli altri soltanto attraverso sparsi ricordi, a meno che non diventi uno scopo di vita. Soltanto in questo caso, oltre a mutarsi in un progetto narrativo compiuto, a diventare diario retrospettivo, storia di vita e suo romanzo, ridà senso alla vita stessa. Consente a colei o a colui che quasi si sente invadere da questo pensiero, così spiccato e particolare, di sentire che ha vissuto e sta ancora vivendo. Anzi, che la passione avvertita per il proprio passato si trasforma in passione di vita ulteriore.»

«Imparare a scrivere la propria autobiografia, non per onorare una sorta di ultimo debito con la vita, piuttosto per ricominciare a vivere con spirito nuovo magari le stesse situazioni già vissute, è un apprendere ad apprezzare di più i minuti e quindi l’eternità del presente.»